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Makaya McCraven: Universal Beings

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Figlio d'arte—il padre Stephen è stato batterista di Sam Rivers e Archie Shepp, la madre Agnes Zsigmondi è una cantante folk ungherese—Makaya McCraven, nato a Parigi ma cresciuto a Chicago, della Wind City è diventato in breve tempo uno dei musicisti più richiesti. Con la pubblicazione nel 2015 del suo secondo album In the Moment e con i successivi Highly Rare e Where We Come From, tutti per International Anthem, McCraven è andato proponendosi come figura di riferimento delle nuove tendenze, attraverso una visione musicale che si materializza in una irresistibile miscela di jazz, hip hop, rock, esplorazioni ritmiche ed in un creativo lavoro di produzione, di post produzione, di remix e di editing.

Sempre per International Anthem arriva ora Universal Beings pubblicato sia in versione doppio long playing a tiratura limitata che in doppio CD. Le registrazioni provengono da quattro sessioni differenti racchiuse in un arco temporale che va dall'agosto 2017 al gennaio 2018—precisamente New York per i brani dall'uno al sei, Chicago dal sette all'undici, Londra dal dodici al sedici, Los Angeles dal diciassette al ventidue—con quattro formazioni differenti che coinvolgono alcuni amici di vecchia data e nuovi collaboratori.

La prima session presenta musica perlopiù ipnotica, a tratti meditativa, soggetta a qualche accelerazione, nella quale la prevalenza nel quintetto degli strumenti a corda, in particolare l'arpa di Brandee Younger, conferisce un'allure cameristica. Il vibrafono aggiunge momenti di cristallina purezza abbinata ad una certa dose di swing e la batteria del leader frantuma il ritmo con insospettabile delicatezza. Le tracce provenienti dalla seduta di Chicago acquistano vigore grazie al sax di Shabaka Hutchings, camaleontico interprete che trova nel violoncello di Tomeka Reid un interlocutore ideale, tra soffi sussurri e grida, nella lunga cavalcata di ”Atlantic Black” come nella sospesa ”Wise Man Wiser Woman”, o nell'infuocata ”Prosperity's Fear”.

A Londra vi è ancora un sassofono di riferimento della emergente scena locale, il tenore di Nubya Garcia, ma è soprattutto il Fender Rhodes di Ashley Henry a determinare il mood della registrazione, sofisticata, molto vicina a tessiture ambient, dalla pulsazione implacabile, con pulizia e chiarezza di suono a farla da padrone.

Il sestetto di Los Angeles è la formazione più avventurosa con i depistaggi operati dalla chitarra di Jeff Parker e dal violino di Miguel Atwood-Ferguson, minimali certo, quasi impercettibili, ma decisivi nello scombinare prospettive e apparenti staticità.

Su tutto l'incredibile beat di Makaya, dispensatore di vere e proprie alchimie che non solo fungono da collante tra le diverse sessions ma ne costituiscono la struttura portante.

Ambizioso, a suo modo visionario, impeccabilmente registrato e prodotto Universal Beings si candida di prepotenza tra le migliori uscite dell'anno.

Album della settimana.

Track Listing

A Queen's Intro; Holy Lands; Young Genius; Black Lion; Tall Tales; Mantra; Pharaoh's Intro; Atlantic Black; Inner Flight; Wise Man, Wiser Woman; Prosperity's Fear; Flipped OUT; Voila; Suite Haus; The Newbies Lift Off; The Royal Outro; The Count Off; Butterss's; Turtle Tricks; The Fifth Monk; Brighter Days Beginning; Universal Beings.

Personnel

Makaya McCraven: drums. Tracks 1-6: Brandee Younger: harp; Joel Ross: vibes; Tomeka Reid: cello; Dezron Douglas: bass. Tracks 7-11: Shabaka Hutchings; tenor saxophone; Tomeka Reid: cello; Junius Paul: bass. Tracks 12-16: Nubya Garcia: tenor saxophone; Ashley Henry: Fender Rhodes; Daniel Casimir: bass. Tracks 17-22: Josh Johnson: alto saxophone; Miguel Atwood-Ferguson: violin; Jeff Parker: guitar; Anna Butterss: bass; Carlos Niño: percussions.

Album information

Title: Universal Beings | Year Released: 2018 | Record Label: International Anthem Recording Company


About Makaya McCraven

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